Palazzo Italia: gru, calcinacci, zero arredi Così appare il fiore all’occhiello di Expo

Expo 2015, dentro il cantiere di Palazzo Italia a nove giorni dal via (22/04)

A pochi giorni dall’inaugurazione di Expo il Primo maggio, si vedono calcinacci ovunque, tra gru e operai al lavoro. Varcando la soglia di Palazzo Italia, fiore all’occhiello del paese ospitante, ad accoglierci c’è solo la gigantesca struttura, il resto è ancora ‘work in progress’. Gli enormi pannelli sono stati sistemati, e cinque uomini si apprestano a rendere agibile il piano superiore, mentre i servizi igienici sono ancora in fase di realizzazione. “Qua faranno una grande figura di merda. Ti sembra normale che a una settimana dall’inizio sia tutto ancora così?”. Non ha mezze misure, Luca (nome di fantasia), addetto che ci accompagna all’interno del mega cantiere di Expo a Rho. E a guardare l’avanzamento dei lavori le perplessità sono molte. All’esterno dell’enorme stand tricolore, il manto stradale è ancora tutto da asfaltare: “Ci vorrà almeno una settimana”, sentenzia Luca senza incertezze. Passeggiando tra i tanti padiglioni, ci si imbatte in grandi buche rotonde: “Devono ancora piantate gli alberi”, osserva Luca. E mentre passiamo tra le ruspe, amaramente dichiara: “Non ce la faranno mai. Una volta finito, devono portare via tutta la merda che rimane”, dice riferendosi ai troppimateriali di scarto, rifiuti e calcinacci disseminati ovunque. Altra nota dolente, poi, la sicurezza. E’ noto che i collaudi saranno sostituiti da autocertificazioni. “Bisogna solo essere ottimisti e sperare che non crolli nulla”. Perché se il mondo è stato creato in sette giorni, per l’Expo sembrano davvero troppo pochi  di Valerio Lo Muzio.

FONTE ARTICOLO E VIDEO: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/04/24/expo-ecco-il-cantiere-di-palazzo-italia-laddetto-pronti-sara-una-figura-di-merda/364088/

Weekend del 25 Aprile: arrivano rincari per benzina e diesel

12059-3Week-end ‘ponte’ del 25 aprile nel segno dei rincari per benzina e diesel, sull’onda del balzo dei mercati internazionali dei prodotti e dei greggi. In pratica, fare un pieno costerà in media quasi un euro in più: il costo di un caffé al bar.

Prezzi raccomandati in salita su tutta la rete carburanti nazionale, con Eni che dà il via al consueto giro di movimenti aumentando sia la ‘verde’ che il diesel di 1,5 cent euro/litro. Q8 dal canto suo rincara solo la benzina di 1 cent. I prezzi praticati sul territorio intanto sono anch’essi in salita (no logo comprese) a valle dei rincari odierni sui listini. Tutte le compagnie tornano sopra 1,7 euro nella media nazionale.

In base al monitoraggio in un campione di impianti che rappresenta la situazione nazionale per il nuovo servizio di checkupprezzinews.it , il prezzo medio praticato in modalità ‘servito’ della benzina va oggi dall’ 1,701 cent euro/litro di Eni all’ 1,729 di Shell (no – logo su a 1,558). Il diesel passa dall’1,584 di Eni all’1, 609 di Q8 (no – logo 1,432). Per il Gpl infine si oscilla tra lo 0,602 di Eni e 0,616 di Shell (no -logo 0,574).

Punte massime sul ‘servito’ (no – logo escluse) osservate per tutti e tre i prodotti nel Sud Italia che vanno dall’1,806 euro/litro per la benzina all’1,663 per il diesel allo 0,647 per il Gpl. Punte minime (no-logo escluse) osservate tutte al nord del Paese che vanno dall’1,623 per la benzina all’1,516 del diesel fino al 0,556 per il Gpl. (Adnkronos)

FONTE ARTICOLO: http://www.tzetze.it/redazione/2015/04/weekend_del_25_aprile_arrivano_rincari_per_benzina_e_diesel/index.html

Se Renzi lascia in magazzino il radar che ferma i clandestini

CatturaEsiste un sistema avanzato di controllo delle frontiere fatto di “radar, sensori a infrarossi e sistemi di comando a tre livelli”, commissionato dall’ex rais Muhammar Gheddafi e realizzato da Finmeccanica.

“Basterebbe attivarlo e gran parte dei problemi sarebbero risolti – spiega l’ex presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini in una intervista al Tempo – ma attualmente parte è imballato in un deposito a Bengasi e parte non è mai partito dall’Italia perché tutto si bloccò con la caduta di Gheddafi”.

Il sistema costava 300 milioni di euro. “La metà li doveva mettere l’Italia, gli altri 150 milioni la Libia – racconta Guarguaglini – ma alla fine intervenne Nicolas Sarkozy”. Il presidente francese promise alla Libia che l’Unione europea avrebbe pagato gli altri 150 milioni di Euro. “L’appunto arrivò ai burocrati europei ma restò solo un pezzo di carta – continua ancora Guarguaglini – alla fine pagammo tutto noi”. Il sistema è di quelli ancora all’avanguardia. “Se è ancora funzionante, installato – assicura l’ex presidente di Finmeccanica – può ancora monitorare e bloccare chi varca il confine”.

Nell’intervista al Tempo Guarguaglini si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa. E, parlando proprio di Finmeccanica, fa notare come, da quando è andato via, alla società manchi “una strategia orientata al mercato”. “Manca una visione globale del business che si sviluppa soprattutto all’estero”, dice l’ex presidente. Quanto alle inchieste penali che lo hanno coinvolto, ammette di essere rimasto con molta amarezza: “Non ho mai preso soldi. E se avessi sospettato che qualcuno lo avesse fatto, lo avrei denunciato”.

FONTE ARTICOLO: http://www.ilgiornale.it/news/se-renzi-lascia-magazzino-radar-che-ferma-i-clandestini-1119717.html

Emergenza profughi senza fine: “Accoglieteli nelle vostre case”

CatturaL’emergenza profughi ormai assedia il Nordest da mesi, con tutte le province del Triveneto sommerse di nuovi arrivi ben oltre la capacità massima ricettiva.

Ora, sotto la spinta dei nuovi arrivi di disperati che sbarcano sulle coste della Sicilia, bisogna prepararsi ad accoglierne altri. A coordinare l’emergenza, tra gli altri, il prefetto di Venezia Domenico Cuttaia, che ha invitato oggi i privati a mettere a disposizione gli appartamenti “per sistemare, provvisoriamente, gli immigrati in arrivo dalla Sicilia”.

In una nota sul proprio sito istituzionale, la prefettura del capoluogo lagunare si rivolge a una lunga serie di associazioni di categoria (ci sono Confindustria e Confartigianato ma anche Coldiretti e l’Associazione dei Piccoli Proprietari): la richiesta è quella di “segnalare le disponibilità di edifici, appartamenti, ambienti da adibire a sistemazione provvisoria delle persone”. Ma attenzione: non si parla solo di infrastrutture ed immobili degli enti, ma anche dei privati.

La prefettura infatti chiede di “segnalare l’appello anche agli associati” delle varie sigle, badando a “segnalare che l’eventuale disponibilità potrà concretizzarsi in un rapporto contrattuale con la prefettura, nell’ambito delle convenzioni stipulate con gestori che prevedono da parte dello Stato il pagamento di un corrispettivo sino a 35 euro al giorno per migrante”.

L’alternativa a un’accoglienza diffusa dei migranti sul territorio, ammonisce Cuttaia, è l’installazione delle famigerate tendopoli, che di certo non rappresenterebbero la soluzione migliore né per i migranti né per i residenti. Si tratta, certo, di “una pura ipotesi di extrema ratio” ma che “in alcune regioni confinanti costituisce già una realtà operativa”.

Contro l’accoglienza di altri migranti si è espresso anche il governatore del Veneto Luca Zaia, che ha sostenuto che l’arrivo di nuovi profughi “danneggerebbe il turismo, con un danno economico devastante”.

FONTE ARTICOLO: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/emergenza-profughi-senza-fine-adesso-accoglieteli-nelle-case-1119531.html