Armani: Basta pellicce animali nella mia moda

Armani ha deciso di eliminare le pellicce animali dai suoi prodotti. La Fur Free Alliance, dichiara:  “E’ un giorno storico” per la moda.

Molti marchi hanno deciso di non utilizzare più pellicce di animali:
Stella McCartney, Hugo Boss, Calvin Klein, Tommy Hilfiger, Zara, H&M, Bershka, American Apparel, ASOS ed Elisabetta Franchi. E in questi giorno Armani uno dei signori della grande moda, un marchio imponente e apprezzatissimo da oltre 40 anni, si è aggiunto a questa Ahimè piccola lista.

L’entrata di Armani nel business del fur free rappresenta un momento storico per la moda.
La casa produttrice ha dichiarato apertamente che nella collezione autunno 2016/2017 saranno abolite le pellicce animalida tutte le collezioni(Giorgio Armani, Armani Collezioni, Emporio Armani, Armani Jeans, Armani Junior, EA7 e Armani Home). Diventando un brand “cruelty free” a tutti gli effetti.

A dare l’annuncio è stata Fur Free Alliance, la coalizione internazionale composta da numerose organizzazioni per la protezione degli animali e rappresentata in Italia da LAV (Lega Anti Vivisezione).

Simone Pavesi, responsabile LAV – Moda Animal Free, ha reso pubbliche le stime dell’associazione animalista, “ogni anno vengono uccisi 95 milioni di visoni, volpi e altri animali per la loro pelliccia”. Un dato che fa riflettere ancora di più alla luce di quanto avviene negli allevamenti, dove gli animali vengono sottoposti a pratiche atroci.

Esistono molte soluzioni alternative all’uso delle pellicce vere.
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Considerando, inoltre, che la lavorazione delle pellicce animali prevede l’uso di sostanze altamente tossiche per l’uomo e inquinanti per l’ambiente, eliminarle dall’abbigliamento e dalla moda, in generale, risulterebbe non solo etico, ma anche sostenibile.

E come lo stilista stesso ha aggiunto, “il progresso tecnologico raggiunto in questi anni ci permette di avere a disposizione valide alternative che rendono inutile il ricorso a pratiche crudeli nei confronti degli animali”. Concludendo quindi che “l’azienda compie oggi un passo importante a testimonianza della particolare attenzione verso le problematiche relative alla salvaguardia dell’ambiente e al rispetto del mondo animale”.

Marea nera in Tunisia – Il 17 aprile votate “SI AL DIVIETO DI TRIVELLAZIONI

Il 17 aprile votate “SI AL DIVIETO DI TRIVELLAZIONI

Non solo Brasile, non solo Golfo del Messico e California. L’ennesimo disastro ambientale si sta consumando a due passi dalle nostre coste e sta passando ancora una volta sotto silenzio. Mentre in Italia ci si interroga ancora sulla necessità o meno di votare al referendum sulle trivellazioni in mare, la Tunisia sta facendo i conti con una nuova marea nera a 120 km da Lampedusa.

Una fuoriuscita di petrolio è stata confermata a largo delle isole Kerkennah, uno degli habitat della Tunisia più ricchi di fauna selvatica. Le Kerkenna sono un gruppo di isole situato al largo di Sfax, sulla costa orientale della Tunisia, nel Golfo di Gabès. La perdita ha avuto origine nelle condotte sottomarine appartenenti alle Thyna Petroleum Services (TPS).

Parlando a MosaiqueFM, Ridha Ammar, amministratore delegato della New Society of Transport in Kerkennah ha confermato la fuoriuscita, dicendo che la spiaggia più colpita è quella di Sidi Fraj.

A scoprire la marea nera sulla spiaggia qualche giorno fa sono stati gli stessi isolani, che hanno poi avvertito le alle autorità locali.

Le immagini e i video del danno ambientale subito da uno dei più spettacolari habitat naturali della Tunisia hanno fatto il giro del web ma purtroppo sui media non se n’è parlato quasi per niente.

Ammar ha dichiarato che la fuoriuscita arriva dalla piattaforma di una delle società tunisine.

mappa Kerkennah

Taoufik Gargouri, della National Agency for Environmental Protection, ha confermato che un gruppo di esperti sta indagando sull’origine e le possibili conseguenze.

Ma qualcosa non torna. Morched Garbouj, ingegnere che si occupa di difesa ambientale, ha espresso sorpresa per i commenti di Gargouuri, raccontando invece che i residenti non avevano notato alcuna attività ufficiale nel luogo della fuoriuscita, prima della loro denuncia. Garbouj ha spiegato che la perdita avrà un effetto dannoso sulla vita dell’isola:

“Questa è una crisi nazionale e deve essere considerata come tale dalle autorità”.

Il Ministro dell’ambiente Nejib Derouiche ha visitato la zona e ha chiesto al governatore dell’isola di organizzare una riunione d’emergenza della Commissione ambiente regionale per cercare di contrastare la perdita.

Tutto questo accade a meno di un mese dalla nostra chiamata alla urne, per il referendum sulle trivelle. Gli incidenti legati al petrolio e le loro conseguenze non sono poi così rari e lontani da noi.

Il Coordinamento Nazionale NoTriv ha ribadito che non esistono progetti petroliferi immuni dal rischio di incidenti rilevanti.

“Anche se le dinamiche non sono ancora chiare, questo incidente ci dimostra non solo che è importante andare a votare ma che occorre portare la questione nelle reti europee, aprendo un tavolo di confronto con i Paesi del Mediterraneo” ha detto il costituzionalista Enzo Di Salvatore.

“Un incidente scomodo a pochi giorni dal referendum del 17 aprile sulle trivellazioni in mare nel nostro Paese e passato in sordina: una marea nera che si è riversata domenica 13 marzo sulle coste delle isole Kerkennah, nella regione di Sfax in Tunisia. Legambiente chiede al Governo di intervenire affinché si faccia chiarezza sull’entità dei danni e sulle responsabilità” ha detto Legambiente.

Guarda i video:

 

Pubblicato da Aahmed Taktak su Domenica 13 marzo 2016

 

TPS Kerkennah maree’ noireكارثة بيئية في قرقنة”بترول تسرب من جعبة مكسرة” ذالك ما يقوله موظف في شركة TPS, وشهود عيان على الأرض، ويقولون أيضا “أن الوضع تحت السيطرة في هذه المرحلة”، ندعو شركة TPS إلى تحمل مسؤولياتها و الاعلان رسميا عن ما حدث على الفور، ونعتبر هذا تطور خطير جدا واهالي قرقنة كلهم يتابعون ما يجري بقلق كبير!Video par M. S

Pubblicato da Kerkennah Pour Tous su Lunedì 14 marzo 2016

Per la presidente Rossella Muroni “non occorrono incidenti del genere per dimostrare che le attività di ricerca e di estrazione di idrocarburi possono avere un impatto rilevante sull’ecosistema marino – commenta- ma questi episodi drammatici fanno purtroppo da ulteriore monito sulle possibili conseguenze delle attività delle piattaforme”.

E c’è ancora chi si ostina a dire che trivellare è un bene, che non bisogna andare alle urne e che occorre votare No per salvare posti di lavoro. A che prezzo? E a favore di chi? Di certo non dei cittadini e del nostro mare…

Articolo di: Francesca Mancuso – Fonte

Bruxelles: verità o False Flag – giudicate voi [Video]

Il filmato dell’attentato terroristico a Bruxelles avvenuto la mattina del 22 Marzo 2016, che i mass media hanno messo in circolazione sembra essere un bufala, e lo dimostrano le immagini che andrete a vedere nel video sottostante.

Sul notiziario Sky TG24, i giornalisti si ritrovano a commentare un video il nostro collega blogger di Anahera.news, dopo una semplice ricerca nel web scopre che si tratta di una registrazione di un evento successo nel 2011

I giornalisti mentre commentano il video affermano anche di intravedere il terrorista suicida, addirittura sostengono che ci sia un testimone oculare che ha sentito urlare qualcosa in arabo.

Peccato però che il il filmato che sta spopolando su tutti i canali di informazione, sia la ripresa di un circuito di sorveglianza dell’aereoporto di MOSCA risalente al 24 gennaio del 2011, dove un ceceno (I CECENI NON PARLANO ARABO!) si sia fatto esplodere.

Vorrei mettere una piccola nota in merito, nello stesso giorno in Iraq, gli americani hanno bombardato l’università di Mossul uccidendo 50 civili e ferendone 87, lascio giudicare a voi il sistema di diffusione dei mass media.

Universita di mosul

Il nostro stimato collega non contento, ha continuato a scavare scoprendo che la seconda esplosione in Metropolitana… Non vi vogliamo rovinare la sorpresa, ma rimarrete di stucco, guardate il video, di cui chiediamo la massima diffusione:

 

Bruxelles sotto attacco, bombe Isis all’aeroporto e in metro, 34 morti. Allerta in Europa e a Parigi

Polizia. “Attentatori forse ancora nello scalo”. Tra i feriti anche tre italiani, non sono gravi. Scattato il massimo livello di allerta nel cuore dell’Europa

La capitale belga sotto attacco terrorista rivendicato dall’Isis questa mattina. Almeno 34 morti in due attacchi distinti all’aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles, anche vicino alla sede della Commissione Ue. Tre gli italiani rimasti feriti ma nessuno di loro “secondo le nostre informazioni, è nell’elenco dei feriti gravi”, ha detto l’ambasciatore italiano a Bruxelles, Vincenzo Grassi.  Il governo federale belga ha decretato tre giorni di lutto nazionale. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno Jan Jambon citato da media belgi.

Due esplosioni all’aeroporto nell’area delle partenze verso gli Stati Uniti hanno ucciso 14 persone. Una terza bomba, inesplosa è stata fatta brillare. Chiuso lo scalo di Zavantem, voli deviati su Charleroi. Almeno 20 morti e 106 feriti negli attacchi alla metropolitana.

La polizia belga ha diffuso una FOTO dei tre presunti attentatori all’aeroporto di Zaventem. Due sono vestiti in abiti scuri e secondo gli inquirenti potrebbero essere morti nell’attentato, mentre il terzo – riferisce la tv pubblica belga – con una giacca chiara e un cappello è tuttora ricercato.

Ap, ‘attacchi Bruxelles legati arresto Abdeslam’ – Gli attentati contro “aeroporti e stazioni ferroviarie” di oggi “sono stati pianificati due mesi fa a Raqqa, in Siria”: lo riferiscono fonti dell’intelligence di Baghdad, precisando che Bruxelles “non era indicata tra gli obiettivi” iniziali e che la capitale belga è finita nel mirino dei terroristi “a causa dell’arresto di Salah Abdeslam”.

FOTO

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 C’è un’allerta bomba all’ospedale di Saint-Pierre, dove sono state ricoverate diverse persone ferite negli attentati di stamane e dove era stato ricoverato Salah Abdeslam dopo la sua cattura. Intanto sarebbe stato evacuato l’impianto nucleare di Tihange, a Liegi.  E’ in corso l’evacuazione della gare du Nord, la stazione ferroviaria di Parigi dalla quale partono normalmente i treni diretti a Bruxelles. L’ordine di evacuazione – ma la stazione sta lavorando oggi a scartamento ridotto visto che in direzione del Belgio i treni sono bloccati – è stato impartito dopo il ritrovamento di un involucro sospetto.  (SEGUI IL LIVEBLOG)

Il punto (ASCOLTA) – Il terrorismo non si ferma in Europa e a pochi giorni dall’arresto della primula rossa degli attacchi al Bataclan di Parigi porta l’attacco al cuore del continente, a un passo dai palazzi delle istituzioni europee. E’ ora di 34 morti e 130 feriti, secondo fonti giornalistiche, il bilancio di due attacchi in sequenza portati nella hall dell’ aeroporto di Bruxelles prima e nella stazione della metropolitana Maalbeek della città belga dopo, poco lontano dalla sede della Commissione europea. E poche ore dopo, a quanto riferisce l’agenzia russa Tass, ecco la rivendicazione dell’Isis, che secondo fonti giornalistiche minaccia inoltre altri attentati nel vecchio continente.

Gli attacchi di oggi fanno subito scattare l’allerta in tutte le capitali, mentre il Belgio chiude le frontiere e interrompe i collegamenti ferroviari, schierando anche i militari nelle strade: le autorità parlano di attacchi terroristici, e si ha conferma di almeno un kamikaze in azione all’ aeroporto di Zaventem: secondo fonti Usa, l’ordigno potrebbe essere stato messo in una valigia. Nello scalo si registrano scene di panico fra i passeggeri, molti dei quali sono evacuati sulla pista per ragioni di sicurezza: trovato anche un kalashnikov ed un giubbotto inesploso. E la Polizia è ancora in allarme, perché si teme che all’interno dello scalo possano esserci ancora dei terroristi o loro fiancheggiatori.

VIDEO

 

Scene di disastro e disperazione delle persone ferite anche alla fermata della metropolitana colpita nell’ attacco, con immagini shock del vagone sventrato, in brandelli le porte del convoglio e gli interni, e alcune persone ancora bloccate all’ interno della stazione. E sulle strade traffico impazzito, mentre si susseguono gli arrivi dei mezzi di soccorso – fatti arrivare anche da Anversa – e quelli della sicurezza. E mentre la polizia ferma e perquisisce nelle strade chiunque susciti un minimo di sospetto e fa esplodere un veicolo sospetto, esperti antiterrorismo riferiscono alla tv che è in corso una vasta caccia all’uomo su 5 sospetti individuati dalle immagini della videosorveglianza. L’ Europa si mobilita, praticamente tutti i leader intervengono per mostrare solidarietà ai belgi, e vengono innalzate le misure di sicurezza anche negli aeroporti italiani, mentre nella capitale belga si susseguono gli allarmi, ed uno interessa anche il Palazzo Reale. Le autorità belghe temono inoltre che altri attacchi possano essere lanciati a Bruxelles o nel resto del Paese.

Per ragioni di sicurezza sono state evacuate l’università di ULB a Bruxelles e la centrale nucleare di Liegi. I social network si attivano per essere d’aiuto a chi voglia far girare informazioni sui propri cari che possano essere stati coinvolti dagli attentati. Come è accaduto nei giorni successivi alle strage di Parigi, la Procura ha chiesto ai media di non pubblicare alcuna informazione sulle perquisizioni in corso. La macchina della solidarietà vede anche il comune di Parigi decidere di illuminare stasera la Tour Eiffel con i tre colori del Belgio. Testimonianze arrivano anche da cittadini italiani che lavorano in prossimità delle o nelle istituzioni europee, mentre i vertici istituzionali italiani manifestano solidarietà al Belgio, e il capo dello Stato Mattarella invita ad affrontare la sfida al terrorismo con una comune strategia, perché è in gioco libertà e il futuro della convivenza umana.

Obama, restiamo uniti, sconfiggeremo il terrorismo – “Possiamo sconfiggere il terrorismo, e lo sconfiggeremo”: così Barack Obama sugli attentati di Bruxelles. “Dobbiamo stare uniti”, ha aggiunto, promettendo che l’America farà di tutto per assicurare che i responsabili di questi atti paghino per ciò che hanno fatto.

BONUS GENITORI da 5000 EURO ! Ecco come averlo

Arriva il BONUS GENITORI da 5000 euro! Ecco come averlo se hai figli minori di 18 anni

Quasi 9 milioni di Euro sono ancora disponibili per il bonus Giovani Genitori: all’interno della sezione Comunicazioni Online del sito dell’Inps, infatti, l’Istituto informa che il credito a disposizione per l’incentivo, aggiornato al 29/09/2015, è pari a 8.775.000 Euro.

Il bonus, pari a 5.000 Euro, è finalizzato all’assunzione di genitori precari o disoccupati che non abbiano ancora compiuto 36 anni: hanno diritto all’agevolazione le aziende che assumono a tempo indeterminato questi soggetti, o che trasformano un contratto a termine. Per godere dell’incentivo, però, devono essere rispettate determinate condizioni.
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Quando un lavoratore ha diritto al BONUS GENITORI ?
Per poter fruire del beneficio, il lavoratore non deve aver compiuto 36 anni, deve avere almeno un figlio che non abbia compiuto 18 anni, e deve iscriversi nella Banca Dati Giovani Genitori.

Per potersi iscrivere, il lavoratore deve essere titolare di uno dei seguenti rapporti:

-contratto di lavoro subordinato a termine;

– contratto di somministrazione (interinale);

– contratto intermittente;

– collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) o contratto a progetto (co.co.pro);

– lavoro occasionale accessorio.

Se il contratto di lavoro è terminato, il lavoratore deve registrare lo stato di disoccupazione presso un Centro per l’impiego, un Centro Servizi per il lavoro o un’Agenzia per il lavoro.

Il beneficio si perde per:

– compimento della maggiore età del figlio;

– compimento del trentaseiesimo anno d’età;

– assunzione a tempo indeterminato.

In caso di nuova assunzione a tempo indeterminato, e successivo licenziamento, se sussistono ancora le condizioni il lavoratore è libero d’iscriversi alla banca dati di nuovo.

Come iscriversi alla banca dati Giovani Genitori?

Per iscriversi alla banca dati si deve accedere al sito dell’Inps col proprio PIN; l’iscrizione si effettua nella sezione dei servizi al cittadino, col seguente percorso: “Servizi al cittadino” – “Autenticazione con Pin” – “Fascicolo previdenziale del cittadino” – “Comunicazioni telematiche” – “Invio comunicazioni” – “Iscrizione banca dati giovani genitori”.

Ci si può anche iscrivere collegandosi al sito del Dipartimento della Gioventù, utilizzando sempre il Pin dell’Inps.

Quali aziende hanno diritto al bonus?

Hanno diritto all’incentivo le aziende private (comprese le imprese sociali) e le società cooperative, e sono esclusi dall’incentivo gli enti pubblici (economici e non) , i gruppi parlamentari, le associazioni, e, in generale, i datori di lavoro non qualificabili come imprenditori.

Il contratto di lavoro deve essere a tempo indeterminato o di apprendistato, e l’assunzione non deve essere obbligatoria[1].

Inoltre, per ricevere il bonus, le imprese devono essere in possesso del Durc (ovvero essere in regola con gli adempimenti previdenziali), e non devono aver effettuato:

– licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o per riduzione del personale, nei 6 mesi precedenti;

– sospensioni dal lavoro o riduzioni dell’orario di lavoro per crisi aziendale, ristrutturazione, riorganizzazione o riconversione industriale;

– precedenti assunzioni di almeno 5 dipendenti utilizzando la stessa agevolazione.

Il lavoratore per il quale si chiede l’incentivo non deve essere stato licenziato dalla stessa azienda, o da impresa controllata o collegata, nei 6 mesi precedenti all’assunzione.

Come sapere se il lavoratore ha diritto al bonus?

Le aziende possono sapere se il dipendente ha diritto all’incentivo verificando l’iscrizione alla Banca dati: basta collegarsi alla banca dati sul portale dell’Inps o del Ministero della Gioventù, e digitare il codice fiscale del lavoratore interessato.

Come si richiede l’incentivo?

In primo luogo, l’azienda deve assumere il lavoratore con Comunicazione Obbligatoria (Co), utilizzando il modello Unilav, ed inserendo il codice agevolazione Giovani Genitori.

Poi dovrà collegarsi al sito dell’Inps, sezione “Servizi per le aziende ed i consulenti”, “Cassetto Previdenziale”, “Comunicazioni Online”, entrare nella comunicazione con codice “GIOV-GE” e compilare la domanda. L’Istituto comunicherà l’attribuzione dell’incentivo tramite Cassetto previdenziale.

Quando si riceve il bonus?

L’Inps non eroga materialmente i soldi, ma dà uno sgravio contributivo: questo significa che l’azienda può compensare i contributi dovuti mensilmente con l’incentivo spettante; indicherà poi il conguaglio effettuato nella dichiarazione UniEmens.

Il bonus non è riconosciuto tutto insieme, ma in quote mensili non superiori alla retribuzione del mese del dipendente.

L’agevolazione è comunque cumulabile con gli altri incentivi esistenti, come quello per l’assunzione disoccupati da oltre 6 mesi[2].

FONTE; www.laleggepertutti.it/

Manipolazione realtime delle espressioni facciali [VIDEO]

Avete mai sentito parlare di Cattura e manipolazione istantanea delle espressioni del viso attraverso le registrazioni video RGB?

Leggi tutto “Manipolazione realtime delle espressioni facciali [VIDEO]”

Referendum trivelle, cosa c’è da sapere. VOTA SI!

SI AL DIVIETO DI TRIVELLAZIONI

Referendum trivelle, cosa c’è da sapere. VOTA SI!

Il nostro governo ha concesso alle società petrolifere la possibilità di usare L’AIRGUN. Questo è un cannone di aria compressa per sondare i fondali marini. Questi vengono sparati ogni 5 o 10 minuti. Vengono originati delle onde riflesse per estrarre dati dal sottosuolo. Questi spari producono enormi cataclismi che sconvolgono tutto L’ECOSISTEMA marino. In altri paesi questo è proibito, In Italia no, come al solito come se non bastassero le banchedobbiamo fare anche quest’ altro regalo ai petrolieri. Le società petrolifere che hanno chiesto l’autorizzazione sono ben 17, tutte straniere: 5 britanniche, 3 australiane, 2 norvegesi, 1 irlandese e 1 statunitense. Lega ambiente asserisce che anche se si trovasse il petrolio a livello nazionale basterebbe solo per 50 giorni. Quindi prima di essere favorevoli alle trivellazioni pensate se 50 giorni di estrazione valgolo la bellezza e l’intero ecosistema marittimo italiano. Perchè la salute dell’ambiente e’ la nostra salute.

Il 17 aprile dovete scrivere “SI AL DIVIETO DI TRIVELLAZIONI“, se non volete un mare sporco e inquinato state attenti a questo piccolo accorgimento.

Manca ormai solo un mese alla consultazione, che si terrà domenica 17 aprile, dalle 7 alle 23.

Gli italiani saranno chiamati a votare il referendum e a decidere su questa importante tematica.

La consultazione è stata proposta da nove Consigli regionali: Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise.

Tutte regioni costiere, ovviamente toccate molto da vicino dalla questione e in ansia per le ricadute ambientali e turistiche di uno sfruttamento più intensivo degli idrocarburi.

Al Referendum trivelle, cosa c’è da sapere?  VOTA SI!

Guarda il video:  per capire che al Referendum trivelle, devi votare SI! per dire no allo scempio!

CHIODI E UN LIMONE, Trucco che potrebbe SALVARTI LA VITA un giorno – Guarda il VIDEO

Fuoco da un limone2

Il ragazzo nel video è il proprietario del canale NorthSurvival, svela un “trucco” per accendere un fuoco senza una fonte di calore vicina, dimostrando come si può accendere un fuoco con un limone, sei chiodi di zinco, sei ganci di rame, del filo di ferro e della carta igienica.

Totti in panchina a vita per come ha chiamato i suoi figli

Ben gli starebbe a Totti, se quell’allenatore lo mettesse in panchina, se la merita… a vita! Non esistono solo i valori sportivi, ci sono anche quelli morali. Totti è stato ed è ancora bravo con il pallone, ma non coi nomi dei figli; Christian, Chanel e per finire Isabel, mai un nome che finisca con una vocale, mai un nome italiano, cosa devono pensare i tifosi e l’intera italia di questo grande giocatore? Cos’è per lui la Nazionale? Solo un mezzo per fare denaro?

Già sposare una donna di nome Ilary è disdicevole. Fosse stato un patriota avrebbe detto: senti, bella bambina dal bel nasino, io sono la bandiera della squadra della città capitale d’Italia e mia moglie deve avere un nome italiano, quindi adesso ti battezzo Ilaria. Onora il padre e la madre, è scritto, e dunque la lingua dei padri e delle madri, ma Totti ha disonorato, calpestato la nostra onomastica, ha dato un potentissimo cattivo esempio e chissà per quanti anni quanti bambini, poi uomini e donne, andranno in giro con questi nomi da apolidi, da sradicati e da sradicanti. Ha fatto bene quell’allenatore a metterlo in panchina e male quando lo ha mandato in campo a Madrid, sebbene al 74° minuto. Pure la tribuna è troppo per un soggetto simile: lo colga l’oblio, o una squadra del Paraguay (il nome Isabel in Paraguay va benissimo). squadra del Paraguay (il nome Isabel in Paraguay va benissimo).