Parla il padre di Meriem: «chi ha portato via la mia bambina?»

L’Isis arriva a Padova. Da un paese di provincia al centro di un’inchiesta antiterrorismo: si può riassumere così la storia di Meriem Rehaily, 19enne di origine marocchine e residente nel capoluogo veneto.

Il 14 luglio è uscita di casa dicendo di dover andare al mare con gli amici e, da allora, non ha più fatto ritorno. Computer perquisito mentre si indaga su un possibile reclutamento nell’Isis. Si ipotizza sia volata ad Instabul portando solo il passaporto in borsa. La capitale della Turchia è una tappa intermedia: la destinazione finale sarebbe la Siria e lo scopo, quello dicombattere il jihad. «Ma chi ha portato via la mia bambina, chi le ha pagato il viaggio?» domandadisperato il padre, Roudani Rehaily al Corriere del Veneto.

«Meriem soldi non ne aveva e non me ne ha mai chiesti. A lei piaceva studiare. Come è riuscita a partire da Bologna? In Marocco una ragazzina non la lasciano volare da sola. Io non so, non capisco. Come tutti noi amava stare in Italia». Il sindaco si è recato nei giorni scorsi dalla famiglia: «ultimamente la figlia era un po’ strana ma come tutti i ragazzi. In famiglia non hanno mai parlato dell’Isis, Roudani considera delinquenti gli estremisti islamici». Il padre ha affermato tra le lacrime:«l’Isis cerca di reclutare tanti giovani, li condiziona e ogni tanto qualcuno ci casca».

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