Salvini “respinto” dai migranti a Porto Recanati. Lui: “Lo Stato non esiste”

12059-3Respinto da un cordone di migranti a Porto Recanati e “bersaglio” del lancio di uova, pomodori e bottiglie ad Ancona eMacerata, dove due ragazzi sono rimasti feriti a seguito delle cariche della polizia. L’arrivo nelle Marche di Matteo Salvini – dove il Carroccio sostiene il candidato Francesco Acquaroli diFdi alla Presidenza della Regione – è stato accompagnato dalle contestazioni.

Ad Ancona Salvini si è fermato 15 minuti al banchetto della Legaper la raccolta di firme per la presentazione delle liste per le regionali, insieme al coordinatore regionale di Fdi-An Carlo Ciccioli e si è fatto fotografare con gli attivisti. Ma dall’altra parte del cordone di sicurezza, ci sono stati il lancio di uova e le urla deimanifestanti dei centri sociali: “Vattene, vergogna, fascisti”, e alcuni striscioni con le scritte “Mai con Salvini. Le Marche ti rifiutano”.

Ma le proteste sono proseguite anche nel corso della tappa successiva in provincia di Macerata, a Porto Recanati. Obiettivo del segretario della Lega era la visita di Hotel House, condominio multietnico abitato soprattutto da nordafricani, ma i migranti hanno fatto ‘muro’. Inoltre, sotto lo stabile era in corso anche una contromanifestazione anti Lega promossa dalle forze di centrosinistra, con in testa il sindaco Pd Sabrina Montali, il senatore Mario Morgoni (Pd) e vari sindacalisti di Cgil e Cisl con le loro bandiere.

Salvini è arrivato all’Hotel House in anticipo rispetto all’orario previsto, attorno alle 14:45. Ad attenderlo ha trovato un centinaio di residenti del condominio, quasi tutti maghrebini, che avevano occupato la via di accesso allo stabile. I manifestanti si sono rifiutati di aprire un varco per lasciargli il passo, ci sono stati attimi di tensione, al suono di “vattene!”, “vergognati!”, grida e fischi. A quel punto, Salvini, che era rimasto ad una certa distanza dal ‘cordone’ di immigrati, ha spiegato di dovere andare a Macerata per proseguire la raccolta firme per Acquaroli.

Quindi è salito in auto e si è allontanato. Ma anche in questa tappa è stato “accolto” da 200-300 giovani dei centri sociali, alcuni giunti anche da Ancona, con striscioni con la scritta: “Mai con Salvini, Macerata non si Lega”, e “Respingiamo Salvini e il razzismo”. Al sopraggiungere del segretario leghista da dietro il cordone di poliziotti in assetto antisommossa è partito un lancio di uova, che non ha colpito Salvini ma ha sfiorato alcuni del suo seguito. Decine di manifestanti hanno tentato di sfondare il cordone di polizia: gli agenti hanno caricato e due giovani sono rimasti feriti. Uno ha perso sangue dalla testa, l’altro ha riportato contusioni.

LEGGI IL RESTO QUI: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/27/salvini-respinto-dai-migranti-a-porto-recanati-lui-lo-stato-non-esiste/1628893/

Vittorio Sgarbi, insulti al figlio Carlo al Maurizio Costanzo show

12059-3Non mi ha insegnato nulla. Essere figlio suo non è mai stato un vantaggio“. Carlo Brenner, figlio riconosciuto di Vittorio Sgarbi, è ospite alMaurizio Costanzo show (domenica 26 aprile su Canale 5) insieme al critico d’arte. Si parla del rapporto padri-figli e Carlo critica il genitore. Sgarbi, inizialmente incassa, ma dopo mezzora sbotta (al minuto 1 ora e 35) e lo ricopre di insulti: “Non mi è mai stato simpatico mio figlio, ma oggi mi è stato parecchio antipatico. Ha detto una quantità di stronzate... Secondo te, io sono l’ultimo stronzo a cui deve buttarmi tutta la merda addosso perché non conto un cazzo? Mia madre di qua, mia madre di là… Peccato che si sia dimenticato di dire che io le passavo 11 milioni al mese: io ci sono. Ci sono. Ci sono. Tieniti il cognome di tua madre, se non ti piace il mio”.

Il figlio Carlo mantiene la calma: “Io non so niente di te e della tua famiglia. E’ vero mi hai mantenuto fino a 23 anni. Ma stiamo parlando di due cose diverse”. Carlo parla di educazione di presenza affettiva, Sgarbi di questioni economiche. Maurizio Costanzo la chiude lì: “Vedetevi in separata sede“. Ma Sgarbi ormai è incontenibile e poco dopo durante l’intervista a Claudia Galanti in trasmissione per parlare della morte della figlia di 9 mesi Indila Carolina, interviene dicendo: “La signora parla troppo piano, non si sente un cazzo da qui“. Costanzo è irritato: “Prenditi l’apparecchio”. Sgarbi non ci vede più. “Mi avete rotto i coglioni, me ne vado per i cazzi miei. Andare a fare in culo“. (Per vedere la puntata: http://www.wittytv.it/maurizio-costanzo-show/puntata-del-26-aprile/532614/)

FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/sfoglio/11783122/Vittorio-Sgarbi–insulti-al-figlio.html

Francesco Totti, l’indiscrezione terremota la Roma: si ritira alla fine di questa stagione

12059-3Quella che doveva essere la stagione della riscossa, del successo, insomma dello scudetto, per la Roma si è trasformata in un mezzo incubo. O meglio, ad oggi, in un incubo completo: sorpassata dalla Lazio, ora anche il terzo posto è a rischio, col Napoli a sole due lunghezze. La mancata qualificazione in Champions, oggi più che un’ipotesi, potrebbe innescare un vero terremoto. Il finale di stagione, insomma, sarà decisivo. Per tutti. A partire dal ds Walter Sabatini e da mister Rudi Garcia. Il primo, da par suo, si è preso le responsabilità del flop del mercato di gennaio. Il secondo tace, ma da eroe si è trasformato in bersaglio. Dunque, ci sono tre scenari possibili. Il primo è quello che vede la Roma al secondo posto, un risultato che ricompatterebbe l’ambiente e che, nei fatti, salverebbe tutti quanti. Ma questo primo scenario, come detto, oggi pare utopico, o quasi, considerando i risultati della (ben poco) “Magica”. Il secondo scenario è quello che vede i giallorossi al terzo posto, il che offrirebbeuna “pax” almeno fino a preliminari di Champions: se la qualificazione non venisse centrata, però, scatterebbe la (pericolosa) rivoluzione di mezza estate. Il terzo ed ultimo scenario è quello che vede la Roma al quarto posto: ed in questo caso, c’è da scommetterci, il presidente Pallotta cambierebbe i vertici della nomenklatura romanista, Sabatini e Garcia in primis.

“Deciderà lui”. Ma… – Sullo sfondo, però, c’è la figura di Francesco Totti, l’eterno capitano. Una sua parola, è arcinoto, a Roma può pesare anche più di quella del presidente. Insomma, le volontà del Pupone potrebbero cambiare ogni tipo di schema e segnare il destino di mister, ds e di alcuni compagni di squadra. Il punto, però, è che le decisioni che Totti potrebbe prendere, almeno secondo quanto lascia intendere il Corriere della Sera, potrebbero riguardare lui stesso: si parla di un – clamoroso – addio, una voce che si è più volte rincorsa nei suoi anni di militanza alla Roma e che, ciclicamente, nei momenti di difficoltà torna in auge. Ad oggi, i rapporti con Garcia non sono ai massimi livelli: il capitano ha gradito il giusto la sostituzione contro l’Inter dopo 51 minuti di gioco. Altro particolare da non sottovalutare è il suo contratto, in scadenza a giugno 2016. Nell’ambiente giallorosso, come un mantra, si ripete che del suo destino “deciderà lui”. E se del suo destino deciderà lui, ora come ora, non è affatto impensabile immaginare che Totti appenda gli scarpini al chiodo al termine di quest’anno, evitandosi così la stagione 2016, che potrebbe essere un anno di transizione. Il Pupone, però, tiene molto al record di gol in Serie A, un traguardo difficile da raggiungere, anche se non ha mai smesso di covare il sogno: mancano 33 reti per acciuffare Piola. Una motivazione che potrebbe spingerlo a continuare (a patto, però, che Garcia gli dia lo spazio necessario, o magari a patto che Garcia non ci sia più). Le possibilità che Totti invece chiuda la carriera con un’altra magliaappaiono più che residuali.

FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/sport/11783162/Francesco-Totti–l-indiscrezione-terremota.html

ULTIM’ORA: Terremoto Nepal, più di 4.100 vittime.

Recuperati corpi di 2 italiani. Morti 2 dei 4 speleologi dispersi. Nuova scossa di 5.112059-3

Sono morti Oskar Piazza e Gigliola Mancinelli, due dei quattro speleologi italiani di cui non si avevano notizie dopo il terremoto che due giorni fa ha colpito il Nepal. I due erano insieme nella zona di Langtang. Salvi invece gli altri due italiani del gruppo: Giuseppe Antonini e Giovanni Pizzorni, che ha riportato varie fratture. Antonini è riuscito oggi a mettersi in contatto con i familiari ad Ancona. “Oscar Piazza e Gigliola Mancinelli sono morti nel crollo della struttura dove alloggiavano nel villaggio Langtang in Nepal”, conferma Adriano Alimonte, presidente del Soccorso Alpino Trentino. Altri due italiani, Renzo Benedetti e Marco Pojer, sono morti  travolti da una frana staccatasi dalla montagna mentre erano impegnati a 3.500 metri di quota in un trekking nella Rolwaling Valley, sul monte Everest.

Conferma della morte di Piazza arriva anche dalla compagna, Luisa Zappini, responsabile della centrale unica di emergenza in Trentino. “Vado a prendermelo – ha detto la donna – sembra impossibile a tutti”. Luisa Zappini aveva ricevuto già intorno a mezzogiorno una chiamata dal satellitare che i quattro speleologi stavano usando. Non era però riuscita a capire, perché le aveva parlato una donna straniera, forse del posto. Un’altra chiamata, di un italiano sopravvissuto, le ha portato invece la notizia della morte di Oskar Piazza. Membro del Soccorso alpino del Trentino, speleologo della Scuola nazionale tecnici, è anche vicedirettore della Scuola nazionale forre.

Cresce il numero delle vittime: “Sono 4.138″
Continua a crescere di ora in ora il numero dei morti. “Sono morte 4.138 persone, 6.800 i feriti”. I numeri forniti dal ministero dell’Interno nepalese (ancora parziali e in costante aggiornamento) a due giorni dal sismasono destinati a cambiare. In peggio. Tanto che il governo teme che il bilancio finale possa superare le 5mila vittime (anche 6mila secondo le stime della Caritas). Meentre tra le strade diKathmandu (oltre 1300 morti) e in tutto il Paese si continua a scavare tra i resti degli edifici crollati, una nuova scossa di magnitudo 5,1 è stata registrata nella stessa area colpita dal terremoto del 25 aprile. I dati sono stati rilevati dal sismografo della Piramide, rende noto l’Istituto Nazionale di Oceanografia Sperimentale (Ogs).

Le operazioni di soccorso si concentrano anche sull’Everest, dove le valanghe hanno ucciso almeno 22 persone. Anche per quanto accaduto in quota, però, le cifre sono destinate a salire. Impossibile, del resto, stabilire quanti scalatori siano stati inghiottiti dai ghiacci nei crepacci che si trovano in una delle zone più pericolose del monte, quella che collega il campo base al Campo 1. Nel frattempo le squadre di soccorso a bordo di elicotteri stanno mettendo in salvo i 100 scalatori bloccati da due giorni nei campi 1 e 2, a oltre 6mila metri di altitudine.

Due italiani uccisi da una valanga
Due italiani sono morti sabato in Nepal, travolti da una frana staccatasi dalla montagna mentre erano impegnati a 3.500 metri di quota in un trekking nella Rolwaling Valley. Lo hanno riferito all’ANSA due loro compagni di spedizione che si trovano oggi a Kathmandu. Le vittime sono Renzo Benedetti e Marco Pojer. Lo riferiscono due loro compagni di spedizione, Iolanda Mattevi, ferita, e Attilio D’Antoni, illeso, ricoverati entrambi all’ospedale di Kathmandu. I quattro italiani stavano facendo trekking a 3500 metri di quota nella Rolwaling Valley quando sono stati travolti da una frana seguita al devastante sisma di sabato. I corpi sono stati recuperati, ma sono ancora sul posto. La notizia “pare attendibile“, ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni da Pechino precisando che si è ancora in attesa di conferme “fattuali”.

Gli altri italiani – Bergamasca telefona a casa: “Sto bene”
E’ salva Fiorella Fracassetti, la 39enne di Bergamo, di cui non si avevano notizie da sabato. “Ha appena chiamato a casa, sta bene, è a Kathmandu non è riuscita a chiamarci prima perché lì è tutto distrutto, ma ha già prenotato il volo per rientrare in Italia, dovrebbe arrivare domani” ha fatto sapere il padre, contattato dall’Ansa. E si è sbloccata anche la situazione del 24enne veronese, Giovanni Cipolla, che risultava disperso. Lo scalatore ha telefonato ai familiari per rassicurarli sulle sue condizioni. A causa del sisma si erano interrotte le comunicazioni e per questo si erano persi i contatti. La zia del giovane ai cronisti ha riferito che il nipote sta bene e la famiglia è tranquilla.

Scosse continue: 45 da sabato, oggi l’ultima
Una scossa di magnitudo 4,2 gradi sulla scala aperta Richter, con epicentro a 42 chilometri ad ovest di Kathmandu, è stata l’ultima replica sismica registrata oggi alle 6.24 locali (le 2.39 italiane) in Nepal dal Centro sismologico mediterraneo europeo (Emsc). Lo stesso Emsc ha precisato che dopo la prima scossa di magnitudo 7,9 Richter di sabato, sono state 45 le repliche superiori a 4,5 gradi e 15 quelle sopra 6,5 gradi.

Migliaia gli sfollati: accampati in strada, rischio malattie
Seconda notte all’addiaccio a Kathmandu e negli altri centri della vallata colpiti dal sisma di sabato per le decine di migliaia di sfollati. Le autorità nepalesi non sono riuscite ad organizzare per ora la distribuzione di acqua, cibo e generi di prima necessità. Molte famiglie, tuttavia, si sono attrezzate con mezzi di fortuna, portando da casa tende, materassi e il necessario per cucinare. C’è però il timore del diffondersi di malattie per la mancanza di servizi igienici e della raccolta della spazzatura e nella maggior parte della capitale manca ancora la corrente elettrica e quindi molti servizi, come i telefonini e bancomat sono fuori uso. Internet è stato ripristinato soltanto stamane. L’aeroporto, intanto, è stato preso di assalto da decine di turisti stranieri, soprattutto vacanzieri indiani, ma anche diversi europei che sono in lista di attesa per rientrare. L’India ha organizzato dei voli speciali per evacuare i connazionali.

LEGGI IL RESTO QUI: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/27/terremoto-nepal-3600-vittime-testimoni-due-italiani-morti-nessuna-notizia-dei-4-speleologi-italiani/1626601/

Immigrazione, Ucoi: “Ricorsi in Italia e Ue contro l’espulsione degli islamici”

Gli islamici che vivono in italia non hanno accettato le espulsioni dei loro “fratelli” accusati di terrorismo.Cattura

Così adesso promettono battaglia e ricorsi in tribunale per farli rientrare. “Ci saranno ricorsi in sede italiana ed europea affinchè ai presunti terroristi espulsi dall’Italia sia garantito un giusto processo. Non è compito dell’Ucoi, ma abbiamo notizia che sul territorio associazioni di diritti civili si impegneranno in quella direzione perchè a nostro avviso non sempre lo stato di diritto è stato rispettato”, ha annunciato Izzedine Elzir presidente Ucoi, intervistato da Klaus Davi, conduttore di KlausCondicio.

“Ripeto non sarà l’Ucoi, ma associazioni di volontariato che faranno valere lo stato di diritto”, ha aggiunto. Insomma espellere dal nostro paese chi pianifica attentati o ha rapporti con cellule jihadiste sarebbe un “atto di ingiustizia”. Ma la mossa dell’Ucoi non è l’ultima su questo fronte. Solo qualche giorno fa Oussama Kachia, il trentenne marocchino residente nel Varesotto espulso da Alfano per le dichiarazioni su Facebook a favore dell’Isis e che aveva rivolto minacce pesanti a Il Giornale, ha presentato ricorso contro il provvedimento di espulsione. In questo momento l’uomo si trova in Marocco, ma il suo avvocato ha già presentato ricorso al Tar del Lazio.

FONTE: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/immigrazione-ucoi-ricorsi-italia-e-ue-contro-lespulsione-1120714.html

Forte terremoto in Nepal, 1.500 morti.

Crolla torre Unesco a Kathmandu: “200 intrappolati”. Valanga sull’Everest: 18 morti, 2 alpinisti italiani bloccati.

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Una forte scossa di terremoto di magnitudo 7.9 ha colpito il Nepal poco prima del mezzogiorno locale provocando il crollo di molti edifici nella capitale Kathmandu, la morte di almeno 876 persone e oltre 400 feriti. La polizia riferisce di 1.130 morti ma Il Times of India parla di almeno 1.500 vittime accertate. Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza nelle aree colpite e ha stanziato 500 milioni di rupie (5 milioni di dollari) come fondo di emergenza per gli aiuti. Sui 75 distretti nei quali è suddiviso il Paese, almeno 29 risultano colpiti dal sisma e Kathmandu lancia l’appello alla comunità internazionale affinché fornisca gli aiuti umanitari necessari. L’aeroporto internazionale Tribhuvan della capitale è stato riaperto dopo la chiusura di diverse ore con i voli in arrivo verso la capitale nepalese dirottati verso aeroporti dell’India settentrionale.

Il segretario agli interni indiano L.C Goyal dà notizia anche di 34 vittime in India e decine di feriti, dove i crolli si sono verificati negli stati Bihar, West Bengala (dove sono state sospese le elezioni locali in 12 distretti) e Uttar Pradesh. Almeno altre 2 persone sono morte in Bangladesh dove altre 100 sono rimaste ferite. Dodici le vittime in Tibet. Il sisma ha colpito anche il Pakistan, dove un testimone, residente a Lahore, ha raccontato che dall’ufficio sono state chiaramente percepite le attività sismiche che sono proseguite per diversi secondi.

La scossa, secondo l’istituto sismologico americano Usgs, ha colpito alle 11.56 ora locale (le 8.15 in Italia) a una profondità di 11 kilometri. Una seconda scossa di magnitudo 7.0 si è verificata alle 14.45 ora locale. Tredici in totale le scosse registrate a tre ore dalla prima, secondo il Cnr che a 5050 metri di quota presso il Laboratorio Osservatorio Piramide EvK2CNR ha un sismometro digitale. Il ministro dell’Informazione del Paese, Minedra Rijal, ha confermato i danni. Il sisma è stato avvertito anche in Tibet, dove si sono registrati crolli di abitazioni nella contea di Kyirong e le comunicazioni sono state interrotte tra Cina e Nepal.

Devastato il patrimonio culturale. Unesco: “Addio a cultura irripetibile”
Un grosso colpo per il patrimonio culturale del paese, per cui il presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, Giovanni Puglisi, si dice esterrefatto e angosciato. “Viene meno un pezzo di cultura eccezionale e irripetibile. Il Nepal, e Katmandu in particolare – sottolinea – sono l’epicentro di un crocevia che tiene insieme tutta la tradizione religiosa buddista e una parte della tradizione religiosa tibetana che fa capo al Dalai Lama, i cui seguaci sono riusciti a fuggire dal Tibet sotto l’’influenza cinese rifugiandosi appunto in Nepal. La zona che è crollata, e che è patrimonio dell’Unesco, è in sostanza quello che possiamo definire centro storico di Katmandu, un crogiolo di templi e palazzi”. “E’ come se da noi crollasse la Torre di Pisa o il Colosseo – conclude Puglisi – Credo siano danneggiati i templi e anche il palazzo Reale, ma ora è troppo presto per capire la portata generale del disastro”. A Katmandu inoltre ci sono molti templi induisti di legno. Le scosse hanno danneggiato anche la famosa piazza Durbar, nel centro storico della capitale, dove sorgono un palazzo reale e diversi templi e hanno colpito le due città medioevali di Patan e Bhaktapur, siti archeologici e mete frequentate dai turisti.

LEGGI IL RESTO QUI: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/25/terremoto-nepal-scossa-7-9-provoca-valanga-sulleverest-e-crollo-torre-unesco/1622650/

Il 25 aprile fatto di:”Corruzione, disoccupazione, immigrazione: ecco la vostra liberazione”

CattuI militanti di Forza Nuova hanno affisso in varie zone di Roma alcuni striscioni polemici contro i festeggiamenti del 25 aprile.
“Corruzione, disoccupazione ed immigrazione: ecco la vostra liberazione”, lo slogan utilizzato per mettere a nudo l’incoerenza di chi vuole festeggiare un’Italia che nella presunta libertà ha trovato solo ferite e sottomissione ai voleri stranieri e delle lobby finanziarie e capitaliste internazionali.

“Non capiamo cosa ci sia da festeggiare in Italia oggi”, queste le parole di Alessio Costantini, responsabile romano di FN. “Non abbiamo intenzione di metterci a fare gli storici e non entreremo nel merito della dialettica vincitori e vinti. Quello che ci sembra chiaro è che da quando i carri armati americani invasero la nostra penisola, con il favore della mafia e delle varie lobby di stampo massonico ed eversivo e delle presunte truppe partigiane, in realtà braccio armato degli interessi di Stalin, il nostro Paese libero abbia ottenuto solo corruzione, perdita di diritti sociali, privatizzazioni e svendita di beni pubblici, oltre che infiltrazioni a tutti i livelli della criminalità organizzata e, da ultimo, la distruzione sistematica dell’identità nazionale, attraverso il business dell’immigrazione selvaggia e il sogno della società multiculturale”.
“Perciò FN – ha concluso Costantini – non si unisce e non si unirà mai a chi festeggia per la distruzione e la trasformazione della nostra patria in una colonia Usa”.

FONTE: http://www.radiofn.eu/?p=1914#sthash.JjTG1VDI.gbpl&st_refDomain=www.facebook.com&st_refQuery=/

Lo Stato dove le tasse non esistono Il sogno a pochi chilometri dall’Italia

Liberland, lo Stato senza tasse a poche ore dall’Italia: come chiedere la cittadinanza.liberland-1200x520

“Vivi e lascia vivere”. “Qui non si paga alcuna tassa”. Due semplici motti che definiscono lo Stato del Liberland, un fazzoletto di territorio tra la Serbia e la Croazia, a qualche ora di macchina dall’Italia, con una semplice bandiera: uno scudo, un’aquila, un albero, il sole. Simboli di libertà, prospoertià ed energia. Sette chilometri quadrati che in passato sia Serbia sia Croazia hanno rivendicato per sé, e che ora sono la plastica costruzione di un sogno: uno Stato senza gabelle né imposte, il più giovane d’Europa nonché del mondo intero.

200mila richieste – Certo, i problemi non sono pochi: nessuno ancora lo ha riconosciuto, e ci si chiede quanto possa durare. Il creatore del Liberland è Vit Jedlicka, euroescettico ceco certo del fatto che si potesse creare una nuova entità statale fondata sui principi dei diritti individuali, della proprietà privata e del rispetto delle opinioni altrui. E, come detto, senza tasse. O meglio, le tasse sono “volontarie” e utilizzate esclusivamente per la realizzazione di alcuni progetti finanziati dalla “collettività”. Jedlicka ha vinto delle peculiari elezioni democratiche, e ora pensa in grande: nel giro di pochissimi giorni duecentomila persone hanno fatto richiesta per ottenere la cittadinanza.

“Un ordine spontaneo” – Il caso di Liberland sta facendo rumore, tanto che se ne è interessato anche il britannico Guardian: “Le cose si stanno dando un ordine spontaneo – ha spiegato Jedlicka al quotidiano -. La città di Gornja Siga è stata pianificata in tre giorni, e ora ci sono persone intenzionate a trasferirsi e a investire. Ciò che sembrava un sogno sembra sempre più possibili”. Pochi i requisiti per diventare cittadini del Liberland: una fedina penale pulita, il rispetto per gli altri e per le loro proprietà, nessuna militanza in passato in partiti comunisti o nazisti. Jedlicka, spiega sempre al Guardian, ha come modello l’ex presidente Usa Thomas Jefferson, “la sua ricerca della libertà”.

Il passato politico – L’euroscettico Jedlicka non è completamente nuovo alle cronache politiche. Per esempio si candidò con il partito di destra ceco Free Citizenz alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, ma rimase fuori dalle istituzioni continentali: il suo movimento ottenne un seggio, ma lui era soltanto al quarto posto in lista. Dunque, dopo il “fallimento europeo”, ha pensato di mettersi in proprio. Di creare il suo Stato “tax-free”. E a chi lo accusa di essere un utopico sognatore risponde: “Ogni Stato è stato fondato in terra di nessuno, e come la mente umana non ha limiti, non ce ne sono neppure al numero di persone che potrebbero vivere qui. Tutto dipende da quanto riusciremo a costruire in altezza”.

La Costituzione – Una “terra di nessuno”, dunque, pronta a diventare lo Stato più liberal del globo terracqueo. E per chi ne vuole sapere di più basta cliccare qui, per accedere al sito ufficiale del Liberland, con tanto di Costituzione e modulo per richiedere la cittadinanza. Inoltre, per chi decidesse di trasferirsi, verranno garantiti il diritto alla proprietà e, come detto, la possibilità di modulare autonomamente il proprio carico fiscale: ognuno paga quanto vuole, e se vuole. “Vivi e lascia vivere”, appunto. Tanto che Jedlicka ha spiegato a Fox News, senza peli sulla lingua: “L’Europa ha bisogno di un nuovo paradiso fiscale. Ci serve un luogo in cui le persone possano vivere in pace e prosperare. La nostra convinzione è di poter creare lo Stato definitivo del pianeta. Mettiamo insieme le migliori parti della Rivoluzione americana e della Costituzione Usa. E le applichiamo”. Ma non tutto è in discesa: per esempio, la vicina Croazia, ad esempio ha già detto di non essere intenzionata a riconoscere lo Stato di Jedlicka.

FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11782675/Liberland–lo-Stato-senza-tassa.html

Napoli: famiglie bisognose sfrattate dalla polizia


Uno sgombero coatto iniziato alle 5 del mattino. La polizia di Napoli ha deciso di sfrattare un numeroso gruppo di famiglie da un palazzo, ereditato dalle suore da una ricca contessa e inutilizzato da due anni quando queste famiglie hanno deciso di occuparlo.

Due donne, rifugiate sul cornicione del palazzo, hanno minacciato di buttarsi giù. Gli sfrattati vengono dirottati in un hotel di proprietà del comune e Nadia Toffa, l’inviata delle Iene, intervista alcune famiglie: “Non siamo stati avvisati” dichiara una giovane coppia. “Ci siamo svegliati alle 5 con la polizia vicino ai letti”. “Se hanno strutture dismesse, non capisco perché tenerle vuote. Il papa l’ha detto tante volte, abbiamo questi conventi che possono essere abitati dalle persone bisognose” insiste un uomo.

Ad aumentare l’indignazione su tutta quanta la vicenda anche le parole dei diretti interessati e dei testimoni che raccontano che, appena i locali sono stati sgomberati, i servizi igenici sono stati distrutti. Il tutto quando ogni giorno ci sono migliaia e migliaia di persone che non hanno neanche un letto per dormire.

FONTE: http://www.tzetze.it/redazione/2015/03/napoli_famiglie_bisognose_sfrattate_dalla_polizia/index.html

L’annuncio choc a Striscia la Notizia: sono stati sospesi due inviati storici La motivazione

Fabio e Mingo sospesi come inviati da Striscia la Notizia.Cattur

Striscia la Notizia durante le puntata di giovedì 23 aprile ha fatto un annuncio choc: “Cari telespettatori, abbiamo ricevuto una segnalazione che può mettere in discussione il rapporto di fiducia con la redazione pugliese di Fabio e Mingo. Da subito sono sospesi da inviati. Quando tutto sarà chiaro vi faremo sapere. Oh, qui a Striscia, mica a Masterchef”. L’annuncio lo ha dato il Gabibbo, storia mascotte, dopo l’ennesimo servizio riguardante il vincitore di Masterchef. La decisione è ancora un mistero. La coppia di inviati si occupa del territorio pugliese, e prevalentemente di sprechi di denaro pubblico nel settore sanitario e politico. Non è arrivata nessuna spiegazione dai diretti interessati p da Mediaset.

FONTE: http://www.liberoquotidiano.it/news/sfoglio/11782214/Fabio-e-Mingo-sospesi-come-inviati.html